
Il diploma di Stato di educatore di giovani bambini (DEEJE) rimane un percorso impegnativo, strutturato attorno a quattro aree di competenza e a tirocini lunghi in strutture di accoglienza. Dal 2024, l’aumento dell’apprendistato e dei dispositivi in situazione di lavoro ha ampliato le modalità di accesso a questa formazione. Tuttavia, seguire una formazione EJE a distanza non significa alleggerire il percorso: le esigenze di certificazione sono identiche e diversi ostacoli specifici si presentano già nei primi mesi.
Isolamento emotivo e assenza di rete di pari: il punto cieco dei corsi EJE a distanza
La professione di educatore di giovani bambini si basa sulla relazione, sull’osservazione attenta e sulla capacità di lavorare in un team multidisciplinare. In presenza, queste competenze si costruiscono anche nei corridoi, nei momenti informali tra le lezioni e nei feedback sui tirocini condivisi con il gruppo.
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A distanza, questo tessuto relazionale non esiste spontaneamente. Gli studenti descrivono spesso un disallineamento tra il carico emotivo dei tirocini (confronto con situazioni familiari complesse, gestione della separazione genitore-bambino) e la solitudine del ritorno a casa, senza possibilità di debriefing immediato con pari che vivono la stessa esperienza.
Vari istituti hanno istituito gruppi di analisi delle pratiche in videoconferenza, ma i feedback sul campo divergono sull’efficacia di questi dispositivi. Uno scambio online pianificato non sostituisce la conversazione spontanea che segue una lezione o un tirocinio difficile. Scegliere una formazione educatore di giovani bambini a distanza implica quindi anticipare attivamente la costruzione di questa rete, al di fuori del quadro proposto dall’organismo.
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Concretamente, gli studenti che riescono a mantenere il percorso nel tempo sono spesso quelli che hanno creato o aderito a un gruppo privato (messaggistica, forum) con altri studenti EJE a distanza, a volte provenienti da organismi diversi. La rete di pari si costruisce in parallelo, non come opzione.

Validazione del blocco BC1 a distanza: il limite delle simulazioni virtuali di fronte ai tirocini pratici
Il blocco di competenze BC1 (accompagnamento socio-educativo) concentra le situazioni professionali più relazionali del riferimento EJE. L’indagine nazionale del CNFPT sul bilancio delle formazioni sociali in alternanza, pubblicata nell’aprile 2026, evidenzia una difficoltà aumentata per gli studenti a distanza nella validazione di questo blocco.
La ragione risiede nella natura stessa degli apprendimenti valutati. Accompagnare un bambino in situazione di handicap, condurre un colloquio con una famiglia in difficoltà o animare un progetto educativo collettivo non si simula su schermo. Gli strumenti di messa in situazione virtuale proposti da alcuni organismi rimangono al di sotto di ciò che producono i tirocini pratici obbligatori presso pubblici variati.
Cosa cambia per l’organizzazione del percorso
I tirocini rimangono obbligatori in tutti i casi, compresi per le formazioni a distanza. La difficoltà risiede nella loro articolazione con un orario di studente isolato. Trovare un luogo di tirocinio adatto, negoziare periodi compatibili con un’attività lavorativa, ottenere un tutor disponibile: queste procedure ricadono interamente sull’apprendente quando non è legato a un istituto in presenza.
- Identificare le strutture di accoglienza (asili nido, servizi di custodia, EAJE) pronte ad accogliere uno stagista EJE in formazione a distanza, il che implica spesso un contatto personale
- Verificare che il terreno di tirocinio consenta la validazione delle quattro aree di competenza, non solo dell’area più accessibile
- Anticipare i periodi di tirocinio fin dall’iscrizione, poiché i posti sono limitati e la concorrenza con gli studenti in presenza è reale
La ricerca di tirocinio è il primo fattore di abbandono nella formazione EJE a distanza. Gli organismi seri offrono un supporto su questo aspetto, ma il carico rimane ampiamente a carico dell’apprendente.
Modello ibrido e partenariati con i datori di lavoro: cosa distingue le formazioni che funzionano
Lo studio comparativo dell’OCSE sulle formazioni professionali nella prima infanzia, pubblicato nell’ottobre 2025, evidenzia un divario tra i modelli francesi e alcuni dispositivi europei. Le formazioni ibride legate a partenariati datori di lavoro-istituzioni mostrano tassi di certificazione migliori rispetto ai corsi interamente a distanza.
Il principio è semplice: l’apprendente è un lavoratore o un apprendista in una struttura per la prima infanzia e segue i moduli teorici a distanza, beneficiando al contempo di un supporto pratico continuo. Questo modello riduce l’isolamento, facilita l’accesso ai tirocini e radica gli apprendimenti nella pratica quotidiana.
In Francia, la riforma che favorisce l’apprendistato nel settore sociale ha portato a un aumento notevole dei posti disponibili negli istituti regionali dal 2024, secondo il rapporto IGAS di marzo 2025. Questa tendenza avvantaggia i candidati che cercano di combinare formazione a distanza e radicamento professionale.
Criteri per valutare un organismo di formazione EJE a distanza
- La formazione è registrata al RNCP e rilascia il DEEJE (diploma di Stato), o prepara solo alle prove di selezione per l’ingresso in istituto?
- L’organismo offre un supporto concreto nella ricerca di tirocini, con una rete di strutture partner identificata?
- Esistono momenti collettivi sincroni (videoconferenza, incontri) o il percorso è completamente asincrono?
- Il tasso di certificazione (e non solo il tasso di soddisfazione) è comunicato in modo trasparente?
La distinzione tra una preparazione al concorso EJE e una formazione diplomante completa è spesso sfumata nella comunicazione degli organismi. Molti corsi a distanza coprono solo la preparazione per l’ingresso in istituto, non la formazione stessa su tre anni.

Competenze relazionali e progetto professionale EJE: ciò che il distanziamento non sostituisce
La professione di educatore di giovani bambini mobilita competenze che si sviluppano nell’interazione diretta: osservazione partecipante, aggiustamento corporeo al bambino, lettura delle dinamiche di gruppo in una sezione di asilo. Queste abilità non figurano in nessun modulo online.
Per uno studente a distanza, il rischio è di padroneggiare il riferimento teorico senza aver sufficientemente sperimentato la dimensione relazionale della professione prima delle prove di certificazione. Il progetto professionale presentato all’orale di ammissione, poi lungo tutto il percorso, guadagna a basarsi su esperienze concrete con i bambini, anche volontarie o informali, piuttosto che sulla sola lettura dei corsi.
La formazione a distanza funziona come un quadro, non come un sostituto del campo. I candidati che hanno successo sono quelli che investono tanto tempo nelle loro esperienze pratiche quanto nei loro moduli online. Il diploma di Stato di educatore di giovani bambini rimane un titolo impegnativo, indipendentemente dal modo di formazione scelto.